giovedì 22 ottobre 2009

Ndrangheta, arresti e sequestri Nel mirino anche appalti pubblici

TORINO. Da trafficanti di droga a imprenditori per conto della 'ndrangheta: la Direzione investigativa antimafia di Torino ha smantellato in Piemonte una banda che secondo l'accusa riciclava denaro in imprese edili e altre attività immobiliari. In carcere, con l'accusa di riciclaggio aggravato "in quanto volto a favorire un'associazione di stampo mafioso", sono finiti Ilario D'Agostino, 47 anni, originario di Placanica (Reggio Calabria) e il nipote, Francesco Cardillo, 44, originario di Caulonia (Reggio Calabria). Misura cautelare in carcere anche per il commercialista Giuszeppe Pontoriero, 65 anni, originario di Ricadi (Vibo Valentia), considerato il "fiancheggiatore" di D'Agostino e Cardillo. Altre undici persone sono invece state indagate a piede libero.

La Dia di Torino ha inoltre sottoposto a sequestro preventivo una società immobiliare (Ediltava) risultata essere, secondo l'accusa, la "cassaforte immobiliare" del presunto gruppo malavitoso, nonchè lo strumento principale per "investire il provento di pregressi traffici di droga in capo alla cosca della 'ndrangheta riconducibile a Antonio Spagnolo di Cimina'. La Dia, in collaborazione con polizia, carabinieri e guardia di finanza, ha fatto 17 perquisizioni presso sedi societarie ed abitazioni private nelle province di Torino, Asti, Cuneo, Imperia e Reggio Calabria. Sequestrate ville, appartamenti e terreni edificabili, per un controvalore commerciale di circa sei milioni di euro.

L'organizzazione criminale smantellata dalla Dia Torino, con l'accusa di riciclare denaro in imprese edili e in altre attività patrimoniali, gestiva - in forma di subappalto - importanti commesse pubbliche. Tra queste figurano opere legate alle Olimpiadi di Torino 2006, alla Tav e al porto di Imperia. Attraverso la Editalva Sas, la società immobiliare sottoposta a sequestro preventivo dalla Dia di Torino, la banda gestiva "una ragnatela" di aziende edili con un fatturato di svariati milioni di euro. Proprio queste ditte hanno partecipato negli anni scorsi, secondo l'accusa, alla realizzazione di importanti opere pubbliche attraverso l'acquisizione di subappalti. In questo modo la banda, che faceva capo a Ilario D'Agostino e al nipote Francesco Cardillo, riciclava i proventi del traffico di droga gestito dalla cosca della 'ndrangheta di Antonio Spagnolo di Cimina'. Un cospicuo giro di denaro che dalla Calabria arrivava in Piemonte e qui veniva "ripulito" anche grazie all'acquisto di beni immobili. Ville, appartamenti e terreni nelle province di Torino, Asti e Cuneo, ma anche in Liguria.

Denominata 'Pioneer', l'operazione della Dia di Torino "ha dato un duro colpo - spiega il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli - alla 'ndrangheta in Piemonte, colpendo la trasformazione dell'impresa criminale mafiosa in impresa economica"

Tratto da http://torino.repubblica.it/dettaglio/ndrangheta-arresti-e-sequestri-nel-mirino-anche-appalti-pubblici/1754511

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